scritta Alfa Club Abruzzo

UN'ALFA ROMEO T33/2 A PESCARA!

Sample imageCari amici, si è proprio vero, una rarissima Alfa T33/2, che ha disputato anche le 24 Ore di Le Mans nel 1968, si trova gelosamente custodita in un bel garage, insieme ad altri reperti Alfa Romeo, Abarth e Lamborghini. Ho avuto il piacere e la fortuna di ammirare la vettura, grazie al nostro socio Roberto Di Maio di Ortona, il quale me ne aveva parlato di recente avendola già vista.

L’appuntamento venerdì 11 maggio alle ore 17,30 a Pescara, nella villetta del fortunato proprietario, un distinto signore sulla settantina, che alterna la sua vita di ex pilota tra Amburgo e Pescara. Dopo le presentazioni, la visita al suo garage dove sono custoditi tra l’altro, una serie impressionante di motori di F. 1 degli anni ottanta. Faceva bella mostra di se, il motore Alfa Romeo Autodelta 10 cilindri che equipaggiava la F.1 del 1982. Degno di nota anche il motore 4 cilindri 16 valvole, doppia accensione, della GTA 1300 Junior, con tanto di scarico laterale. La 33 era coperta dal telo, ma già si intravedevano le sue linee. Ebbene, alla sua vista sono rimasto senza parole: designe fantastico ancora attuale, insomma proprio…. bella.

Il proprietario, vero gentleman, ci ha dato tutte le informazioni necessarie e ci ha illustrato il suo curriculum corsaiolo. La macchina ha partecipato alle 24 ore di Le Mans del 1968, piloti Nanni Galli- Ignazio Giunti ed è giunta 4^ assoluta e 2^ di classe, telaio n. 018. La vettura è perfettamente funzionante. In Italia, non risulta che ci siano altre T33/2 da corsa. Con un pizzico di commozione, abbiamo salutato con un abbraccio il proprietario, dandoci appuntamento al prossimo raduno di Pescara del 8 e 9 settembre prossimo, dove la T33/2, salvo imprevisti, sarà la regina della manifestazione.

Patrizio Impullitti

 

Foto e storia

Nel 1968 il Reparto Corse Alfa Romeo progettò e costruì l’evoluzione della vettura che venne carrozzata da Franco Scaglione. Alla 24 Ore di Daytona, nella gara dominata dalle Porsche 907 da 2,2 litri, conquistarono il primo posto nella loro classe, precedendo altre due vetture gemelle. L'arrivo in parata delle tre vetture, seguendo in questo l'esempio della Ferrari 330 P l'anno precedente, fece sì che la "33" venisse riconosciuta da quel momento anche con il nomignolo di "Daytona". La vittoria di classe si ripeté anche nella Targa Florio con le prime due posizioni conquistate con Lucien Bianchi e Mario Casoni alle spalle della Porsche vincitrice assoluta anche in questo caso. Galli e Giunti vinsero la loro classe alla 1000 km del Nürburgring (e il quinto posto assoluto) mentre la nuova versione con cilindrata aumentata a 2.500 cm³ con Schütz e Bianchi conquistò il quarto posto nella classe 3 litri, arrivando però alle spalle della "33" di cilindrata inferiore. La versione V8 da 2.500 cm³ di cilindrata erogava 320 CV (235 kW) di potenza a 8.800 giri/min.

Un ulteriore arrivo in parata si vide anche alla 24 Ore di Le Mans 1968 con la conquista delle posizione assolute dalla quarta alla sesta e contemporaneamente con il podio completo della propria classe.


Peraltro durante la stagione del Campionato Mondiale Sport Prototipi le vetture dominanti furono quelle della Ford con la GT40 e della Porsche (con i modelli 907 e 908) che erano dotate di motori più potenti e con cilindrata superiore. Al termine della stagione, grazie anche ai punti conquistati da team privati, l'Alfa Romeo conquistò in ogni caso il terzo posto nella classifica costruttori alle spalle appunto di Ford e Porsche.